MADONNE DEL LATTE nella cripta della chiesa di San Luca – Maranola 04023, Via Monte S. Luca, 04028 Formia LT, Italia
832
accessibilità : luogo pubblico

La Cripta di San Luca è un luogo unico, che contiene ben sei Madonne del Latte. Un culto,
quello della Madonna del Latte, che ebbe notevole diffusione tra il 1300 e il 1400 e riguardava
in genere la richiesta di protezione dalle possibili complicazioni cui la puerpera e il nascituro
erano esposti durante il parto e nella prima infanzia, come l’assenza o la carenza di latte.

Il Messaggero

***

La scoperta di questa Cripta avvenne in maniera casuale , il 28 giugno 1997, durante i lavori di sistemazione del vecchio pavimento della Chiesa di S. Luca a Maranola.

Fu rinvenuto un ambiente sotterraneo completamente pieno di calcinacci che furono rimossi da volontari e dai membri del Comitato di S.Luca tra cui l’amico Gerardo De Meo , sempre attento su tutte le operazioni di recupero artistico nei territori collinari di Formia.
Due foto ci danno l’idea di quanto materiale sia stato necessario portare fuori da questo tesoro tenuto nascosto dalle vicende umane di numerosi secoli di storia.

Lo svuotamento portò ad evidenziare un ambiente a forma di croce greca con un incredibile numero di affreschi .

La Cripta ha due bracci di quasi sette metri ognuno , una feritoia come unica fonte di luce e una fonte rustica con disegno sulla spalla superiore e un pozzo che deve aver contenuto ” l’acqua sacra, l’acqua che purifica , che rinnova, che è speranza di salvezza” .

In questo post parleremo solo delle sei Madonne del Latte affrescate in questa Cripta di straordinaria bellezza e complessità artistica.
Quattro di esse sono in trono ma non le altre due denominate per questo particolare anche : Madonne dell’umiltà.

Traendo spunto da uno studio di Gerardo De Meo, si evidenzia che le Madonne del Latte di questa Cripta sono riferibili al XIV – XV secolo e, come già detto, sono quasi tutte raffigurate sedute in trono.

Nel territorio circostante sono state rinvenute Madonne del Latte in più città ( Gaeta, Minturno, Fondi sulla Rocca, e Ausonia) ma mai in numero così elevato come a Maranola che ne annovera complessivamente otto nelle sue Chiese, più una fuori le mura detta Madonna SS delle Grazie nel versante occidentale, conservata in una Cappella privata.

In tutto nove Madonne del latte in un ambito territoriale non eccessivamente popolato.

Tutto ciò porta a dedurre che l’intero territorio e in particolare la Cripta siano stati un ” Luogo di Culto a Maria Lactans ” giustificato anche dalla presenza della Fonte.

La presenza del latte della Vergine e dell ‘acqua ci porta a pensare che questo doveva essere un luogo di pellegrinaggio per le gestanti richiedenti sana maternità e per le mamme preoccupate per la salute dei loro nascituri.

Raffaele Capolino

***

Riguardo alla cittadina di Maranola, le prime fonti scritte risalgono al medioevo, nonostante sia probabile un insediamento già in epoca preistorica, attestato peraltro dalla presenza di mura pelasgiche. La nascita del borgo medievale di Maranola si colloca storicamente tra la seconda metà del X secolo e i primi decenni dell‟XI.

Le fonti più antiche risalgono alla metà del X secolo e provengono dal Codex Diplomaticus Cajetanus. Maranola nel sec. X si chiamava Maranula e Marana, come località. In un documento del 950 viene descritta la donazione che i duchi di Gaeta, fanno al duca Marino del patrimonio demaniale di loro pertinenza, ubicato nelle località Maranula e Marana. La fonte cronologicamente successiva ci porta ad un documento del 1029 nel quale vengono menzionati Maria detta la “Fondana” e suo fratello Giovanni quali abitatori del “Castrum Maranulae”. Se nel primo documento il toponimo Maranula designa chiaramente una località, nel secondo troviamo la prima testimonianza di un centro fortificato (castrum).

Il suo territorio era vasto, confinava con l‟Appia fino al confine con Spigno e Scauri, e lambiva la collina di Gianola. Questo ampio territorio tra il basso Lazio e la Campania, secondo le notizie riportate principalmente da alcuni scrittori latini, e confermate dai ritrovamenti archeologici, era uno dei luoghi più densamente popolati di santuari, situati nei boschi o nelle numerose grotte carsiche lungo la fascia litoranea del Tirreno, o nelle isole di Ponza e Ventotene.

 

 

Related Listings