EPITAFFIO DEL 1568 VOLUTO VICERE’ PERAFAN DE RIVERA DUCA D’ALCALA’

Via Olivetani, 04023 Formia LT, Italia
869
accessibilità : luogo pubblico

LA STORIA DELL’EPITAFFIO DI FORMIA RIPULITO DAI SOCI DALLA FORMIANA SAXA IN DATA 8/4/2017.

Si tratta di un monumento fatto costruire nel 1568 dal Vicere’ Perafan de Rivera Duca d’Alcala’ ( 1509 – 1571), regnante Filippo II detto il Cattolico che fu Re di Napoli dal 1554 al 1598 ( foto n.1).

Fu costruito in occasione della fine dei lavori del Ponte di Rialto costruito dai Reali di Spagna in sostituzione del ponte romano sulla Via Appia divenuto impraticabile.

L’Epitaffio recava la scritta di cui alla foto  che fa riferimento a chi lo fece costruire e al Ponte appena realizzato. Era posizionato all’ingresso occidentale dei borghi di Castellone e Mola.

Una seconda scritta , molto simile a quella dell’Epitaffio e con la stessa data del 1568  era posizionata sulla Porta degli Spagnoli a Mola che costituiva l’accesso orientale degli stessi borghi.

L’Epitaffio si conservò perfettamente con le originarie strutture fino al 1913 , quando il Soprintendente Filangieri di Napoli con sua nota del 24/1/1913 ( foto n. 5) chiese informazioni al Comune di Formia relativamente a questo monumento .

La risposta del Comune reca la scritta a mano della iscrizione posta sullo stesso monumento ( foto n. 3)

 

Fu questo il primo atto per uno spostamento che si rese necessario quando fu completato, intorno al 1925 circa, il secondo tratto di Via Vitruvio dall’attuale Piazza Vittoria al Ponte d Rialto.

In pratica il monumento fu spostato sull’altro lato est della strada che portava dal Ponte di Rialto alla Piazza di S. Erasmo.

Lo spostamento fu quindi di una decina di metri circa e fu eseguito dal costruttore formiano Annibale Grasso che fu liquidato con Lire 14.000 fatte erogare il 5/11/1928 dal Podestà di Formia Comm. Felice Tonetti da poco insediatosi.( foto n. 7)

Gli ultimi eventi bellici e l’incuria di chi avrebbe dovuto esperire almeno un minimo di manutenzione , ne hanno modificato la fisionomia fino a ridurlo in un rudere inguardabile.

La foto n. 6 ci mostra il monumento appena ripulito dalle erbacce, dai rifiuti e da una fitta vegetazione di edera, da sei volontari dell’associazione Formiana Saxa.

Io stesso che ho partecipato alla ripulitura del manufatto , ho potuto appurare che i lavori eseguiti per il trasferimento del sito non furono fatti a regola d’arte.
Furono sistemati a secco i blocchi originari perimetrali con riempimento di pietrame e malta troppo magra , ciò che ha determinato lo scollamento degli elementi portanti. Gli eventi bellici e l’assenza di manutenzione hanno fatto il resto.

Annibale Grasso fu colui che , in quello stesso periodo, eseguì anche i lavori finanziati e donati da Domenico Paone al Comune di Formia con ampliamento della strada e realizzazione di una esedra in contrada Spiaggia a Mola. Così nacque il Largo Paone.

Ho potuto misurare il manufatto dell’Epitaffio che attualmente esprime i seguenti dati :

Lato frontale mt 5,50
Profondità mt 1,90
Altezza mt 3,50

Ora si spera che qualcuno prosegua nell’azione di recupero e di consolidamento di questo monumento al quale si rivolsero per secoli gli sguardi di chi proveniva da ovest per accedere alla nostra Città.

Nei suoi pressi esisteva una stazione daziaria.

Un simbolo di Formia che non deve scomparire.

Questo è il messaggio accorato che hanno voluto trasmettere i volontari che lo hanno ripulito.

Raffaele Capolino

Related Listings