BEATO BONAVENTURA DA POTENZA

BEATO BONAVENTURA DA POTENZA

Nato a Potenza come Antonio Carlo Gerardo Lavanga, nel 1651 entrò tra i Minori conventuali a soli 15 anni. Girò per tanti conventi campani: Aversa, Maddaloni, Amalfi, Ischia, Nocera Inferiore (ivi fu maestro dei novizi), Sorrento, Napoli e, infine, Ravello, dove morì per una cancrena nel 1711. Fu esempio di umiltà e pur non essendo dotto, colpiva per la profondità teologica della sua predicazione.

A lui sono attribuiti numerosi prodigi: vide l’anima della sorella salire in cielo e guarì un lebbroso. A Napoli, nel convento di Sant’Antonio a Porta Medina, il suo misticismo si manifestò con numerose elevazioni da terra. Si prodigò anche per gli appestati. È beato dal 1775.

Come descritto nelle sue note biografiche, dopo essere stato a Napoli, forse per frenare la grande fama mistica che si stava guadagnando tra i suoi frati e presso il popolo, fu trasferito per qualche tempo a Maranola, dove si recò per ubbidienza Santa ai suoi voti. La decisione sconvolse i frati di Sant’Antonio di Napoli che protestarono a tutti i livelli per far restare con loro il padre Bonaventura, ma il Superiore dei Minori fu irremovibile e volle il Beato a Maranola presso il convento dell’Annunziata dove restò per un lasso di tempo non ben definito. “Confermata per bastevole spazio di tempo quella religiosa famiglia e quel Popolo nell’Amore e nell’esercizio della regolare e Cristiana perfezione, ebbe comando dal Ministro di trasferirsi nel Convento di S. Crescenzo della Terra di Giugliano”. Questo è quanto riportato nel libro “Vita del venerabile padre Bonaventura da Potenza” del 1754.

Nel libro è ben descritto il momento in cui il superiore decide di trasferirlo a Maranola:

Quando il Ministro temendo di poter essere impedito da maggior forza e potestà chiamò e gli disse che in virtù di Santa Ubbidienza si portasse senza indugio in Maranola, il Servo di Dio in udire il gran nome di ubbidienza avvampò come fiamma nel volto s’inginocchiò in atto di profonda umiltà e con gran fervore rispose: Io fin promo ad andare anche all’inferno se l’ubbidienza mi ci manda. Ciò detto per comando del Superiore si levò e da lui benedetto senza dimora partì per Maranola.

 

VIAGGIATORI ED OSPITI ILLUSTRI DELLA CITTÀ DI FORMIA di DANIELE E. IADICICCO

14 Giugno 2020 / by / in
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