VILLA RUBINO – CAPOSELE VILLA RUBINO FORMIA
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accessibilità : luogo privato

La parte più antica della Villa Caposele, oggi Villa Rubino, di Formia risale al I’ sec. a. C.

Si ritiene possa essere stata la dimora Formiana di Marco Tullio Cicerone nato ad Arpino nel 106 a.C. e morto a Formia nel 43 a.C.

Fu il primo dei proscritti condannati a morte per aver contribuito all’uccisione di Caio Giulio Cesare avvenuta il 15 marzo del 44 a.C.

La tragica decisione fu presa dal triumvirato Marcantonio-Ottaviano-Lepido , in un complicato accordo che prevedeva la morte di almeno un parente o un protetto di ognuno dei triumviri.

Fu così che Cicerone, pur protetto da Ottaviano, fu decapitato per essere considerato la mente che organizzo’ l’assassinio di Giulio Cesare.

Su come poteva essere estesa questa villa , già appartenuta alla famiglia Marzano, al Principe di Caposele Carlo Ligny e poi al Re Ferdinando II, non molto è stato finora scritto.

Senza alcun dubbio , lo studio più completo e interessante è quello dell’architetto e amico Salvatore Ciccone con il titolo “Le vicissitudini di Villa Rubino a Formia ” .

Questo lavoro sicuramente ci da l’opportunità di proseguire in ulteriori approfondimenti per una migliore conoscenza dei luoghi e dei fatti che hanno interessato questa storica e straordinaria dimora che si pensa sia appartenuta finanche a Marco Tullio Cicerone considerato ,dal mondo intero , il più grande Oratore e Avvocato di tutti i tempi.

La prima foto ci da una indicazione sulle dimensioni della Villa nel 1867 quando divenne di proprietà dei Rubino. Un rettangolo quasi perfetto di mt 200 x mt 250. I lati più piccoli sono quelli disposti nella direzione nord- sud, i lati più grandi sono nel senso est-ovest come si può osservare nella foto fornitami da un amico che ha perimetrato virtualmente l’intera proprietà.

All’angolo sud-ovest la ” Garitta ” in perfetta posizione di guardia del porto e della stessa villa. Quasi all’angolo opposto di nord-est la Cupola della Chiesa privata “Regina Angelorum” , ancora visibile nel dopoguerra fino agli anni ’60.
Un’area urbana di 50.000 metri quadri circa , pari a 5 ettari o 15 tomoli come venivano misurate a Formia le proprietà terriere nel periodo Borbonico.

A quei tempi, ma anche oggi , un tomolo di terreno era pari a mq 3.333 per cui occorrevano tre tomoli per fare un ettaro.

Questo rettangolo che aveva come lati minori il frontemare a Sud e la Via Appia Antica a Nord , secondo quanto descritto da Pasquale Mattej nel 1845, confinava ad occidente con una proprietà dei Patrizi e ad oriente con un terreno di proprietà degli Spina. In piu’ il Mattej riferisce che una piccola parte della costa era a confine con quella dei Paone.
Sarebbe interessante ricostruire anche i successivi passaggi delle proprietà confinanti al fine di conoscere maggiori particolari interessanti questa splendida e storica proprietà.

Dopo il primo sezionamento della proprietà dei Rubino avvenuto negli anni ’20 dello scorso secolo e fino ad oggi quasi il 40 % dell’originaria area è stata venduta a terzi consentendo la costruzione di una quindicina di fabbricati, molti anche di notevoli dimensioni.

In quasi tutti gli scavi interessati da queste costruzioni, sono stati rinvenuti tantissimi reperti di epoca romana e rinascimentale, accumulati da Carlo Ligny Principe di Caposele , durante tutta la sua permanenza in questa dimora. In pratica possedeva un Museo privato.

Molti reperti di notevole valore, ( mi riferisco a quelli con epigrafi attestanti a Formia la presenza della Gens Vitruvia che ha visto nascere nel Formianum l’architetto Marco Vitruvio Pollione) , sono ancora visibili all’interno di un cancello e un ingresso tenuti in condizioni non adeguate alla storia di questo luogo dove ha avuto inizio l’Unita’ d’Italia nel 1861.

Nel periodo di appartenenza al Re Ferdinando II e a quelli che lo hanno preceduto nella proprietà di questa Villa , alla vasta area sopra menzionata bisogna aggiungere l’estensione complessiva del porto , della zona del Malopasso, dei criptoportici recentemente restaurati e delle due piscine romane per allevamento pesci situate, grosso modo, in quella zona che oggi è il piazzale del porto.

Ferdinando II deve, pertanto, aver acquistato un’area complessiva di non meno di 90.000 metri quadrati.

Il Re delle due Sicilie, quando nel 1852 acquisto’ all’asta la Villa appartenuta a Maria Domenica Ligny , restaurò i Criptoportici, fece costruire i moli portuali , fece realizzare la” Garitta ” ( che ora sta crollando per nostra incuria ) e consentì ai pescatori di Formia di ormeggiare gratuitamente nel porto.

Fu, in pratica , il primo passo che rese pubblica quella ampia zona a mare della Villa che non pochi ci invidiano per bellezza.

Antonio Padula ha riprodotto su ceramica un disegno di Pasquale Mattej riferito all’ingresso di Villa Caposele su Via Tullia , oggi Via Rubino.

Era questo l’ingresso imponente e spettacolare che i nostri antenati potevano ammirare nel ‘700 e nell’800.

Raffaele Capolino

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